Senza casa e senza cose: dopo lo sgombero, ecco il trattamento imposto alle famiglie di via Quintavalle

Arrivando in via Quintavalle, nel palazzo abbandonato di Cinecittà, a Roma, in cui per oltre quattro anni hanno vissuto un centinaio di nuclei familiari, il traffico delle poche automobili impegnate a raggiungere i parcheggi degli uffici lasciati aperti dalla crisi è interrotto da un rumore insolito: una specie di forte tonfo, seguito come da un secco frusciare di catene. Continua a leggere Senza casa e senza cose: dopo lo sgombero, ecco il trattamento imposto alle famiglie di via Quintavalle

Se i muri

Se quelle caserme potessero parlare…
– e le stanze segrete dire
il rumore del sangue sopra i muri
e del tubo dell’acqua infilato nella bocca
e delle lacrime soffocate da uno straccio…

Se quelle automobili potessero parlare…
– e le loro sirene lampeggianti
scrivere di blu la vera storia:
il sesso è gratis come il caffè,
preso al bar che appende i loro calendari.

Se quelle celle potessero parlare…
– e decidere ciò che davvero è giusto
resterebbero solo le macerie
a raccontare come tutto questo è stato
prima di essere ricoperte dalle ortiche.

…se i muri potessero parlare
tra le ortiche resterà la scusa
– perché le parole sono pietre
ma soltanto per chi le sa tirare.

Il mercato e la rendita: come e perché è necessario che sempre più gente resti senza casa

Se esistesse una “legge di mercato”, le case – solo a Roma, di sfitte, ce ne sono centinaia di migliaia, milioni in tutta Italia – le svenderebbero a cassettate intere, esattamente come si fa al mercato, quello vero, con la frutta rimasta invenduta per tutta la giornata. Ma non esiste una “legge di mercato” che obbedisce a un qualche rapporto tra la domanda e l’offerta. Esiste, al contrario, un monopolio violento che reclama un interesse sempre più alto tanto con la forza bruta del manganello quanto con la persuasione dell’ideologia. Continua a leggere Il mercato e la rendita: come e perché è necessario che sempre più gente resti senza casa

Libri e stelle: una questione di stile

Facendosi una passeggiata in libreria, a diversi compagni e lettori della Red Star è venuto un colpo. “Cavolo!”, hanno pensato, “alla fine la Rizzoli deve essere stata acquista dalla Red Star Press”. Ma la pazzia è bella quando dura poco: “Saranno stati gli editor e i grafici della Red Star a passare alla Bur”, hanno concluso molto più assennatamente gli amici osservatori. Ecco allora i primi messaggi giungere in redazione: “Ehi, ci siete? Siete ancora lì o vi siete trasferiti a Milano?”.

Tranquillizziamo tutti e tutte: siamo ancora qui. E quando scegliete un libro, fateci caso: se non c’è la stella non è Red Star Press 🙂

 

Quelli che dicono (leoni da tastiera)

Quelli che dicono: voi che appartenete a una certa sinistra di traditori tipo vendola, migliore e altri, sono loro che votavano per una certa sinistra di traditori tipo vendola migliore e altri o persino per altri ancora peggio di questi.
Quelli che se dite che di lavoro si muore e di sfruttamento si muore vi rispondono che siete radical chic e figli di papà, sono loro i figli di papà: casa al mare, suv e smart.
Quelli che dicono voi buonisti che vi indignate se muore una balena ma non ve ne frega se qualcuno del vostro popolo perde il lavoro e viene sfrattato, sono loro che non hanno mai fatto nulla quando qualcuno di qualunque popolo ha perso il lavoro ed è stato sfrattato.
Quelli che dicono non sono razzista, ma… sono razzisti.
Quelli che dicono non sono fascista, ma… sono fascisti.
Quelli che dicono io una volta ero di sinistra, ma… sono razzisti e fascisti.
Quelli che dicono vorrei vedere se dodici negri stuprano tua figlia (si fanno le pippe mentre lo scrivono protetti dallo schermo del computer), sono quelli che per strada abbassano i finestrini della macchina e alle donne dicono ho un cazzo pieno d’amore per te puttana e scappano.
Quelli che dicono che così non si può più andare avanti, sono quelli che non vedono l’ora che la polizia arrivi a massacrare quelli che siccome così non si può più andare avanti scendono in piazza.
Quelli che dicono che non c’è più democrazia, perché se uno pensa sia giusto bruciare i bambini ebrei nei forni e qualcuno gli dice invece che no non è giusto allora bisognerebbe bruciarvi tutti comunisti ebrei negri di merda del cazzo…
Quelli che dicono che non c’è più democrazia sono quelli che per colpa della crisi hanno perso i diritti fondamentali della persona,
i valori su cui si basa la civiltà occidentale:
sette giorni di mare a riccione in bassa stagione,
e un iphone comprato a rate.

Verso il “Manifesto del Partito comunista”. Introduzione a “Il libretto rosso dei comunisti” di Friedrich Engels

Friedrich Engels (Barmen, 28 novembre 1820 – Londra, 5 agosto 1895)

Con il titolo originale di Princìpi del comunismo (Grundsätze des Kommunismus), Il libretto rosso dei comunisti venne scritto da Friedrich Engels nel novembre del 1847 nell’ambito di un’occasione molto particolare. Si trattava, alla vigilia di un importante appuntamento congressuale, di esporre in modo chiaro e conciso i punti programmatici che avrebbero animato la neonata Lega dei Comunisti. Continua a leggere Verso il “Manifesto del Partito comunista”. Introduzione a “Il libretto rosso dei comunisti” di Friedrich Engels

In pieno agosto

In pieno agosto
le raccomandate
il cielo
le fate, le notti stellate…

In pieno agosto
corri alla posta
lei ti guarda cattiva
lo fa perché resta

In pieno agosto
la polizia
tre colpi alla porta
la ferrovia,

bisogna partire
non sai più per dove
alla stazione
regali le ore

In pieno agosto
in piena tempesta
senza contratto
perdi la festa,

buste con dentro
libri e canzoni
l’inchiostro è il sangue
di chi non ha nome

Il tempo è scaduto
peccato mortale
in pieno agosto
pensare alla neve

In pieno agosto
col terremoto
componi un numero
ma squilla vuoto,

non sarebbe passato
se fosse presente
scendi dal treno
saluti il niente

In pieno agosto
continui a bere
continui a ingrassare
continui a lottare

in pieno agosto
contro il tormento
è uno sgombero, uno sfratto
o un pignoramento

In pieno agosto
tutto sudato
stare nel giusto
costituisce reato

In pieno agosto
un cane ti abbaia
la sua catena
però non l’allenta

di nuovo il sole
di nuovo il caldo
di nuovo scatole
che pesano tanto

In pieno agosto
c’è poco da fare
tu sei al mare
e io qui a lavorare.

Correvo pensando ad Anna

BOLOGNA, sabato 24 giugno: all’interno di una giornata dedicata al libro e all’editoria, presso il Vag61 di via Paolo Fabbri, alle ore 18.00 si terrà la presentazione del libro “Correvo pensando ad Anna – una storia degli anni ’70” (2017, edizioni DEApress).
Presenti l’autore Pasquale Abatangelo, l’editore DEApress Silvana Grippi e Cristiano Armati (scrittore ed editore).
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