Italia criminale

Newton Compton, 2007

Li chiamano “duristi”, “bravi ragazzi” o, più semplicemente, rapinatori. Con le armi in pugno hanno sfidato le forze dell’ordine ma anche le logiche mafiose di controllo e sfruttamento del territorio. Qualcuno è rimasto un cane sciolto, altri si sono associati in batterie in vere e proprie bande: quando sono scesi a patti con poteri ambigui hanno lasciato impronte sporche di sangue sui luoghi delle stragi. Testimonianza di un Paese ribelle e disperato, “Italia criminale” è un’indagine sui grandi nomi del banditismo contemporaneo. Da Salvatore Giuliano a Renato Vallanzasca, dalla banda della Magliana a Felice Maniero, “Faccia d’angelo”, sessant’anni di cronaca nera raccontati dai protagonisti della malavita “indipendente” in un contesto in cui il delitto si intreccia con misteri di Stato: Danilo Abbruciati e l’omicidio Pecorelli, Francis Turatello e il memoriale di Aldo Moro, la gang dei Marsigliesi e Gladio. Tra “rapine del secolo” ed evasioni clamorose, sequestri di persona e omicidi, spaccio di droga e attentati, vicende come quelle del “solista del mitra” o del “rapinatore gentile” compongono un libro sulle passioni e sui destini di un pugno di uomini in costante lotta con la legge, scritto come un romanzo dove ogni riferimento a cose o a persone non è puramente casuale ma fa parte di una storia vera.

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