La rima con fegato. O sul perché è inutile attendersi che a essere “punite” siano le forze di polizia

Giuseppe Giusti

“Se invece di legàto si dicesse légato, ecco che avrei trovato una rima con fégato”.
Si racconta che così rispose il poeta Giuseppe Giusti, celebre per la sua abilità nell’avere sempre la rima pronta, a qualcuno che, cercando di metterlo in difficoltà, gli propose di trovare una rima all’unica parola italiana che non ha un corrispettivo in rima, fegato, appunto. L’ho imparato a scuola e immagino sia per questo che mi è tornato in mente adesso, vedendo come, parlando della maestra di Torino, celebre per aver insultato un branco di celerini nel corso di una manifestazione antifascista, si insiste con il dire che mentre quelli che hanno torturato in modo atroce decine di persone a Bolzaneto (penetrando vagine e ani con manganelli e rendendosi responsabili di molti altri innominabili atti di crudeltà e tortura) sono stati promossi, lei viene licenziata; si insite con il dire che mentre quelli che hanno ammazzato a manganellate un ragazzino di Ferrara (“sembrava un albanese”, sostennero le divise per giustificarsi) sono stati ricollocati in servizio, lei viene licenziata; si insiste con il dire che mentre quelli che puntini puntini (inserire a piacere al posto dei puntini uno qualunque tra le molte centinaia di omicidi, spesso a sangue freddo, commessi nell’ultimo mezzo secolo contro militanti politici o migranti o ragazzi di strada o… puntini puntini), lei viene licenziata.

Si insiste, insomma. Ed è tutto giusto. Ma se invece di parlare del braccio armato dell’ordine vigente stessimo parlando di un ordinario servizio di ordine pubblico dedicato alla salvaguardia dei cittadini non ci troveremmo in Italia nel 2018, ma nella Comune di Parigi nel 1848 (ovviamente prima dell’orgia di sangue scatenata dai reazionari contro i rivoltosi, costata 20.000 morti), o in una delle repubbliche partigiane strappate dalla Resistenza ai nazisti (ovviamente prima della loro “normalizzazione” post-bellica), o in un luogo che si spera di costruire presto, ma che di certo non è né qui né ora. Dove il braccio armato dell’ordine vigente quando ammazza, stupra, tortura e fa qualunque altra cosa si limita, molto semplicemente, a fare il proprio “dovere” e a farlo bene, venendo, e non certo a caso, ricompensato proprio per questo. Da chi?
Naturalmente dallo Stato. Aka, come si diceva una volta, il comitato d’affari della borghesia.
Se non fosse così, anziché legato potreste dire légato e trovare finalmente la rima con fégato.
ACAB.

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