Sarei stato capace di amarti

Sarei stato capace di amarti
come i tuoi occhi
azzurro verde lago
come il tuo animo
mutevole e sfuggente
e la tua vita,
con il dente avvelenato.

Sarei stato capace di amarti
come il mare
dentro i tuoi capelli
agitato,
tutte le volte che ti sveglio
tutte le volte
che ti sveglio per mangiarti meglio.

Sarei stato capace di amarti
e non credo che avrei sbagliato strada
perché avrei seguito le tue gambe
come il sole segue la giornata.

Al tramonto, sì
avrei pregato
e parlato lingue
e dialetti mai sentiti,
avrei smosso popoli e culture
per entrare nelle tue nature.

Sarei salito dove salgono i tuoi monti
e sceso dove scendono i tuoi fiumi,
dove certo, mi sarei nascosto
ma per non nascondere anche a te le mie paure.

Sarei stato capace di amarti
anche adesso, che è tutto finito
continuando a cercarti mentre crollo
tra la rete del mio letto e il comodino,
è per questo che stasera bevo vino
nel bicchiere vedo una scintilla
che al mattino è una bambina maltrattata:
il papà le ha regalato una capretta
ma la matrigna la capretta l’ha sgozzata.

Sarei stato capace di amarti
perché non credo alle favole,
lo vedi?
Le favole, tu me le racconti quando hai sete
ma soltanto se per bere poi ti butti
su quella fonte che conosci,
senza dubbi.

Sarei stato capace di amarti
come adesso, pensandoti per gioco:
giocando con ciò che resta
di me stesso
per non spegnere il calore del tuo fuoco.

Così mi spiace usare la sinistra
per un ricordo di appena tre minuti
ma la carta già si bagna, e si consuma
come i nostri tempi, ormai perduti.

Scusa ho un brivido… ma ecco, adesso passa
la matita, però, quella mi casca
e la rima esplode
come pioggia bianca.

Sarei stato capace di amarti
ma ormai non ha grande importanza
perdonami se ti mando una poesia
scritta di notte
con la mano stanca.

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