Benny vive nelle nostre lotte: No Pasaran! a Bari

Benny vive nelle nostre lotte

Il 28 novembre del 1977, un branco di fascisti armati di mazze e coltelli si mosse verso Bari vecchia con l’intento di “impartire una lezione” al Movimento Studentesco del capoluogo pugliese. Sulla loro strada un’operaio comunista di diciotto anni, Benedetto Carbone: aggredito e lasciato esanime sull’asfalto.

“Abbiate fede nei vostri morti”, scrisse Pablo Neruda, “le loro bocche mordono ancora esplosivo e vanno all’attacco come oceani di ferro”. E fu per questo che il 30 novembre, a Bari, una folla di operai e studenti si impossessò della città, costruendo barricate e distruggendo sia la sede missina da cui si erano mossi gli assassini di Benny, sia i locali del sindacato fascista. BENNY VIVE NELLE NOSTRE LOTTE fu la promessa fatta quel giorno. E oggi, a distanza di 38 anni, BENNY VIVE NELLE NOSTRE LOTTE è il filo conduttore di un ricordo che vuole essere prima di tutto uno strumento utile a cambiare l’esistente. Perché, come declina il programma delle iniziative antifasciste stilato per l’occasione, antifascismo è antisessismo, antirazzismo, anticapitalismo e antimilitarismo.

No Pasaran di Dolores IbarurriAntifascismo è anche Internazionalismo. E a questo tema è dedicata, il 26 novembre, la presentazione di “No Pasaran! Il libretto rosso delle Brigate Internazionali Antifasciste” di Dolores Ibarurri, curato da Cristiano Armati e Filippo Petrocelli (Red Star Press). Il dibattito inizierà alle 19 e 30 presso la Libreria Sociale “Pavlos Fyssas” negli spazi della Ex Caserma Liberata (via Petroni 8/C).

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